Sul patrimonio artistico italiano tra la fine del settecento e i primi dell’ottocento. Antonio Canova, Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti dello Stato della Chiesa.

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Attenta analisi storica in cui l’Autrice affronta la questione delle grandi spoliazioni del patrimonio artistico italiano compiute dalle truppe francesi a partire dalla fine del Settecento e l’emanazione nello Stato Pontificio di norme specifiche per la tutela. Il Chirografo Chiaramonti (1802) e il cosiddetto Editto di Pacca (1820) sono le norme giuridiche su cui l’analisi si sofferma. L’Autrice presta attenzione al ruolo attivo di alcuni personaggi nel recupero di alcune opere d’arte saccheggiate; tra questi, Antonio Canova, Ispettore Generale delle Antichità e Belle Arti dello Stato della Chiesa e l’archeologo- saggista A.C. Quatremère de Quincy, le cui Lettres à Miranda rappresentarono al tempo un modello di riferimento per l’affinamento giuridico-normativo relativo alla tutela delle opere d’arte. L’Autrice, Alda Pellegrinelli, grazie alla valutazione attenta dei documenti e degli interventi normativi riportati, offre con questo saggio spunti di riflessione ed approfondimento per gli studiosi dediti alla tutela del patrimonio artistico.

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