“La luna e la betulla” è una storia dalla trama esile, i cui protagonisti sono elementi che appartengono all’Universo naturale. È in questo Universo, regolato da proprie leggi, che compare un semino di betulla strappato al ramo materno, dalla violenza del vento. Disperazione e paura dell’abbandono sono qui metafora della nascita di ogni creatura. Così nasce la storia, che da’ inizio all’avventura della vita e della vittoria sulla violenza di fenomeni avversi. Poi la narrazione sembra tingersi di fiabesco, con uno straordinario accadimento: la comparsa della benefica luna nel cielo del semino, che si risveglia, crescerà e diventerà giovane betulla. Avverrà poi, solo alla fine della storia, l’incontro della betulla con la creatura uomo, che le farà conoscere l’armonia e la bellezza dell’Universo, con la comparsa della musica.
Prosa, immagini e musica camminano insieme con linguaggi diversi ma con un medesimo sentire. Non si tratta di illustrare una fiaba, di musicare un racconto, di mettere in parole una forma musicale, pratiche relativamente più semplici ma anche più banali, si tratta di sentire uno stesso percorso con sensi diversi, di coglierlo sviluppato nel tempo o nella forma e di stimolare la nostra capacità di fondere in un unico organismo l’esperienza vissuta attraverso linguaggi artistici diversi e tra loro indipendenti.









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