Ascesa e caduta del mito della città

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Per tanto tempo gli uomini hanno associato la città a criteri di ordine, eleganza, raffinatezza, creandone il mito.
Di cui qui si racconta, a partire dal Basso Medioevo e per quanto riguarda l’Occidente, l’ascesa e la caduta.

Se noi esseri umani pensiamo attraverso le immagini, le città offrono un punto di vista privilegiato e un terreno ideale.
Nel vagliarle, questo libro non ha distinto tra cose culturalmente alte e basse, obbedendo al principio della democrazia dello sguardo.
Ma senza voler ottemperare ad un ideale artistico-politico. La pari dignità delle cdeose rappresentate è stata invece funzionale ad una comprensione più completa delle situazioni.
Un po’ come quando in auto abbandoniamo la strada principale per imboccarne una secondaria, e questo magari ci consente di apprezzare molto meglio il panorama.

Vi è differenza tra le parole scrivere e descrivere, che l’etimologia chiarisce bene. Descrivere deriva dal latino describĕre, composto di de- e scribĕre, “scrivere estraendo”.
In questo libro, più che scrivere si descrive.

Oggi la vita delle città sembra essersi cacciata in un vicolo cieco, anzi in un labirinto. Dal labirinto le città possono uscire solo spiccando il volo, come avevano fatto alla fine del primo millennio dell’era cristiana.

Patrizio Arpetti con le sue opere desidera contribuire a rendere un po’ più avvincente lo studio della Storia, la materia che lo ha sempre appassionato.

ISBN

978-88-32237-436

Edizione

09.2020

Formato

168×240

Pagine

280

Copertina

MORBIDA CON ALETTE

Autore

Patrizio Arpetti

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